Laudine ha una silhouette esile e slanciata, di un'eleganza quasi diafana. La carnagione di porcellana accentua la linea lunga e flessuosa del collo, che lei stessa ama esaltare prediligendo ampie scollature a barchetta o tagli quadrati alla francese, capaci di incorniciare il busto con aristocratico rigore senza mai appesantire la figura. I capelli, di un castano caldo dai riflessi ramati, sono di solito sapientemente raccolti in complesse acconciature di fitte trecce e ciocche lasciate cadere con studiata morbidezza.
Veste di solito abiti in velluto di seta a doppia trama, un tessuto nobile che cade con la pesantezza del piombo ma splende come l'acqua, e corsetti in broccato che ne segnano la vita sottile. Quando le càpita di affrontare i corridoi gelidi dei castelli o le uscite ufficiali, Laudine completa il suo abbigliamento con un mantello blu circolare in panno di lana finissima foderato in ermellino.
Lo sguardo di Laudine è l'elemento in cui il rigore dell'educazione di corte si manifesta con maggiore intensità. I suoi occhi non tradiscono mai un'emozione impulsiva, ma sembrano operare come un filtro analitico tra il suo io interiore e il mondo esterno. Vi si legge un autocontrollo studiato, frutto di anni trascorsi a decifrare i non-detti dietro i sorrisi e a soffocare ogni sussulto di spontaneità in favore del protocollo: è la sua armatura più resistente, capace di trasmettere un senso di dominio assoluto di sé anche quando la sua figura minuta suggerirebbe fragilità.
La voce di Laudine è un contralto armonioso e profondo, che risuona con una vibrazione ferma, priva delle asprezze tipiche di chi deve gridare per farsi valere. È una voce educata al silenzio delle biblioteche e ai sussurri nei corridoi delle corti.